Lettera aperta al ministro PA Zangrillo su obbligo formazione
Roma, 21 luglio 2025
Prot: 16/2025
Al ministro per la Pubblica amministrazione
Sen. Paolo Zangrillo
Oggetto: Osservazioni critiche sull’obbligo di formazione generica per Ricercatori e Tecnologi degli Enti Pubblici di Ricerca (EPR)
Egregio Ministro,
la FGU-DR-ANPRI desidera sottoporre alla Sua attenzione una riflessione critica di carattere metodologico e sistemico sull’attuazione dell’obbligo generalizzato di 40 ore annue di formazione previsto dalla Sua direttiva del 14 gennaio u.s., recepita dagli EPR tramite iniziative operative molto divergenti.
La questione centrale che vogliamo sottoporre alla Sua attenzione è l’impatto della Sua direttiva, pensata per la generalità della Pubblica amministrazione, sul personale degli Enti di Ricerca data la loro necessaria specifica professionalità.
In questo contesto gli obiettivi di formazione vanno considerati per il personale amministrativo, tecnico e dirigenziale nell’ottica del loro indispensabile contributo al supporto delle attività tecnico-scientifiche.
Nel caso dei ricercatori e tecnologi va ricordato che essi operano in regime di autonomia professionale riconosciuto dall’art. 15, comma 2 del D.Lgs. 165/2001, ribadito dall’art. 137 comma 5 del CCNL 2019–2021, che riconosce l’autonomia dei ricercatori e tecnologi nella gestione delle attività di ricerca e tecnologiche inclusa la formazione, quest’ultima è elemento essenziale per la qualità della ricerca. L’imposizione di percorsi formativi indistinti, generici e imposti per obbligo esterno, oltre a contrastare con il quadro normativo vigente, risulta metodologicamente incoerente con le esigenze specifiche della ricerca scientifica, che richiede libertà, competenza e aggiornamento mirato.
La stessa direttiva ministeriale (vedi par 1) ammette che “la programmazione autonoma da parte delle amministrazioni delle attività formative correlate ai propri specifici fabbisogni è bilanciata dal dovere di attuare interventi previsti da norme generali e di settore”, riconoscendo dunque una distinzione tra obblighi generalisti e pianificazione autonoma per specifiche professionalità. I Ricercatori e Tecnologi costituiscono una comunità altamente specializzata di poco meno di 15 mila persone nei soli EPR, con un ordinamento giuridico che li distingue dal resto dei circa 3,7 milioni di dipendenti pubblici, e che non può essere assimilata meccanicamente alla generalità dell’impiego pubblico.
Il nostro personale svolge da sempre attività di formazione continua, in modo autodiretto, partecipando a convegni, seminari, corsi specialistici e progetti internazionali, spesso utilizzando fondi da progetti ottenuti con bandi competitivi e acquisendo competenze su tecnologie avanzate e frontiere della conoscenza. Imporre loro percorsi formativi generici – spesso orientati ad aspetti amministrativo-normativi non pertinenti al loro ambito – produce un effetto distorsivo e deresponsabilizzante, ostacolando l’evoluzione spontanea e qualificata che caratterizza la professionalità dei R&T.
Anche la Direttiva (vedi par. 3 e 4) riconosce che la formazione deve essere progettata in funzione di quattro dimensioni: organizzativa, professionale, individuale e di riequilibrio demografico. Applicare rigidamente lo standard orario alle figure R&T significa annullare l’analisi professionale e individuale dei fabbisogni, svuotando – per questo caso – l’intero impianto della Direttiva del suo fondamento logico.
Per queste ragioni, chiediamo: il riconoscimento, ai fini dell’assolvimento dell’obbligo formativo, della formazione autodiretta e specialistica già svolta dai Ricercatori e Tecnologi, anche al di fuori delle piattaforme centralizzate, nonché l’esonero degli stessi dall’obbligo generalizzato delle 40 ore annue, in ragione della loro autonomia professionale e della natura altamente qualificata e autodeterminata del loro aggiornamento continuo.
Il principio di autonomia nella ricerca non può essere svuotato da strumenti che, seppur mossi da intenzioni virtuose, finiscono per burocratizzare l’attività scientifica anziché sostenerla. Una formazione significativa e orientata alla qualità non nasce dal conteggio orario, ma dalla capacità di supportare concretamente l’avanzamento della conoscenza.
Siamo certi che Ella vorrà ascoltare questa istanza, espressione di una comunità di Ricercatori e Tecnologi che da sempre coniuga responsabilità e libertà, nella piena consapevolezza del proprio ruolo al servizio dello Stato e della società.
Restiamo a disposizione per un confronto costruttivo e Le porgiamo distinti saluti.
FGU-DR-ANPRI
(Federazione Gilda-Unams – Dipartimento Ricerca – Associazione Nazionale Professionale per la Ricerca)

